Non rinnegare il tuo passato

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Passato, Presente e Futuro si ritrovarono davanti a un fiume. Come tre saggi sceglievano spesso posti immersi nella natura per confrontarsi e parlare tra di loro.
«Vedete, io sono come questo fiume» disse Presente. «Scorro rapidamente senza mai tornare indietro. Voltarmi verso di te, caro Passato, sarebbe inutile, oltre che impossibile. Ormai il tuo Tempo è andato, è finito. Devi rassegnarti».

Passato si sfiorò le cicatrici che ricoprivano il suo volto e il suo corpo. Ognuna di esse raccontava un episodio di Vita, parlava di ferite che avevano sanguinato e che erano state medicate, di incidenti di percorso, di lacrime amare asciugate in fretta. Cicatrici che iniziavano a delinearsi appena su Presente e che invece erano ancora del tutto assenti su Futuro.

«Futuro, tu che ne pensi? Anche tu credi che io debba essere lasciato indietro per sempre?» domandò Passato mestamente.

Futuro sorrise. Guardò Passato con intensità e gli disse: «Io penso che tu sei tutto, Passato, e che sia io che Presente abbiamo il sacrosanto dovere di non lasciarti indietro».

«Ma io sono destinato a restare indietro, sono nato per questo».

«Essere Passato non significa dover restare indietro. Perché Presente può benissimo prenderti per mano e portarti con lui, potete camminare insieme verso di me».

Presente si infuriò. Si alzò rabbioso. Aveva sempre detestato Passato, pensava che fosse colpa sua se le persone a volte stavano male quando un ricordo triste invadeva la loro mente.
«Non ha alcun senso! Passato è Passato! Siamo io e te, Futuro, a contare ancora qualcosa».
«Le hai viste le cicatrici che solcano il volto e il corpo di Passato? Le stesse che stanno cominciando a formarsi anche sul tuo viso? Le hai viste?».
«Certo che le ho viste, sono orrende».
«Non sono orrende, Presente, sono segni di vita vissuta».
«E allora? Che vorresti dire con questo?».
«Voglio dire che non puoi rinnegare Passato, che non puoi cancellarlo, fare finta che non sia mai esistito. Anche tu presto diventerai come lui, saresti felice se io, nuovo Presente, pensassi solo a Futuro senza mai voltarmi indietro? Passato ci insegna tante cose, cose che io e te non potremmo sapere se non ci fosse lui».

Passato ascoltò con attenzione le parole di Futuro e finalmente vide tutto con più chiarezza.
«Hai ragione, Futuro. Ora mi è tutto più chiaro. Io non sono nato per restare indietro ma per insegnare».
«Proprio così. Nessuno deve dimenticarti. Nessuno deve abbandonarti. Abbiamo il compito di portarti con noi sempre. Che senso ha metterti in un angolo quando entri dentro a un ricordo? Che senso ha a volte violentarsi, costringersi a fare altro per non ricordare?».
«Scusami Futuro, ma se proprio devo portare Passato con me, vorrei portare solo una parte di lui».
«Ossia?».
«La parte di Passato Felice».
«Passato devi prenderlo tutto, non puoi scegliere una parte di lui. E poi è soprattutto Passato Triste a raccontarci di più».
Futuro si rivolse quindi di nuovo a Passato: «Certo, non possiamo vivere su di te, ma possiamo tenerti stretto. Solo tu sei ancora in grado di dire alle persone chi sono, perché sono diventate ciò che sono nel loro Presente. Solo tu puoi aiutarle a capire che ogni istante vissuto ha insegnato loro qualcosa e che non devono ricadere nello stesso mare in cui stavano per annegare, che non devono far sanguinare le loro cicatrici ormai rimarginate. E mentre tu fai tutto questo, Presente deve fare in modo che non guardino me, Futuro, con la paura di rivedere te, Passato, ma guardino me con gli occhi pieni di sogni e di speranze, non smettendo di vivere pienamente il loro oggi. Ricordate: noi tre dobbiamo essere alleati, non nemici».

Sabrina Ferri

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