Il tempo di un bambino

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Mio nonno guardava fuori dalla finestra, fissando un punto indefinito attraverso il vetro. Con la mia testa di bambino di appena tre anni pensai che il nonno era proprio buffo con tutti quei capelli bianchi e le gambe secche come ramoscelli.
“Nonno ma come mai tu hai i capelli bianchi e io no? ” chiesi rivolgendomi alle sue spalle.
Lui si voltò e mi sorrise. 
“Tanto tempo fa i miei capelli erano proprio come i tuoi, ricci e neri neri”.
“Davvero?”
“Sì perché vedi quello che io sono stato tu sei, quello che adesso sono tu sarai e quello che tu sarai qualcun altro sarà”.
Aggrottai la fronte, credendo che il nonno fosse tutto matto. Di quella strana frase me ne dimenticai subito e tornai a giocare con i miei giocattoli preferiti. Non pensai più a quelle parole per giorni, per mesi, per decenni.
Ora sono proprio davanti a quella stessa finestra.
Marco arriva saltellando e mi tira una manica, vuole che io vada fuori a giocare con lui.
“Nonno è vecchio, tesoro, non ce la fa a giocare” gli dico.
Lui mi osserva con i suoi occhi scuri ingigantiti dalla curiosità. Ha tre anni e mezzo e di ogni cosa vuole sapere il perché.
“Vecchio? E perché sei vecchio ? Non potevi nascere come me che sono un bambino? Qui in famiglia siete tutti grandi o vecchi, che pizza!” esclama sbuffando.
Lo accarezzo sulla testa.
“Quello che io sono stato tu sei, quello che adesso sono tu sarai e quello che tu sarai qualcun altro sarà. Anche io sono stato un bambino come te e tu, un giorno, diventerai grande e poi vecchio e i tuoi figli e nipoti dopo di te”.
Lui mette il broncio e incrocia le braccia sul petto. “Io no, io resto un bambino per sempre”.
Sospiro, so che un giorno si ricorderà di me e delle mie parole ma ora no, ora è presto, ora per lui c’è ancora tempo, ora è un bambino ed è impensabile diventare grande perché un bambino piccolo non sa che crescerà e invecchierà o forse lo sa ma sa anche che è meglio giocare a palla, far volare un dinosauro, mettere a dormire un orsacchiotto perché quell’orsacchiotto è stanco o ha la febbre. Per un bambino la vita è fatta di attimi dilatati all’infinito, per un bambino la vita è adesso.

(Sabrina Ferri)

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