“L’ultima volta che siamo stati bambini” di Fabio Bartolomei

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Italo, Cosimo e Vanda sono i protagonisti del nuovo bellissimo romanzo di Fabio Bartolomei.

“L’ultima volta che siamo stati bambini” (edizioni E/O) è la storia di tre ragazzini di appena dieci anni che, sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, decidono di intraprendere un viaggio lungo ed estenuante per riportare a casa il loro amico di giochi Riccardo che è ebreo e che un giorno viene “rubato dai tedeschi” insieme a tutta la sua famiglia.

Agli occhi di Italo, Cosimo e Vanda questo rapimento è inaccettabile: Riccardo non ha fatto niente di male, Riccardo deve tornare a giocare come ha sempre fatto, Riccardo lo lasceranno andare se loro parleranno con i tedeschi che lo hanno “rubato”.

Quel viaggio però, iniziato come un’avventura emozionante, si rivela ricco di insidie e i tre dovranno affrontare la fame, la sete, la stanchezza, la paura di non riuscire ad arrivare mai a quel “posto dove i tedeschi portano i nemici”.

Sulle tracce dei tre bambini si mettono una suora e il fratello di Italo, Vittorio. Giovani che giorno dopo giorno, passo dopo passo, non fanno che sorprendersi di quanta tenacia possano avere dei bambini quando si mettono in testa qualcosa.

Il finale poi è straordinario, ti lascia l’amaro in bocca, ti prende il cuore senza chiederti il permesso. Leggendo l’ultima pagina ho pianto e piangere per un libro non è come piangere per un film. Il film lo vedi, le scene le segui con lo sguardo, le emozioni dipinte sui volti degli attori anche. Il libro invece è fatto solo di parole scritte. Se un libro ti fa piangere è perché l’autore di quel libro ha fatto una magia: con le parole ti ha fatto entrare nel mondo che lui ha creato per te. Ed è incredibile emozionarsi per qualcosa che tu leggi e che puoi vedere con la sola forza dell’immaginazione.

Questo romanzo fa piangere e fa sorridere, fa riflettere e fa arrabbiare. Questo libro è un uragano di emozioni. È un racconto che squarcia l’anima e che fa capire quanto sia bello essere bambini perché ai bambini nemmeno un mostro come la Guerra fa paura, perché loro sanno che tutto è possibile, perché per i più piccoli un bambino è sempre un bambino, non esiste la diversità. Italo, Cosimo e Vanda sanno che Riccardo è un bambino, è anche ebreo certo, ma cosa importa essere ebrei se Riccardo gioca e pensa come tutti gli altri bambini?

Consiglio “L’ultima volta che siamo stati bambini” a tutti perché leggere un libro così fa bene al cuore e fa bene all’anima, ci ricorda che forse noi adulti siamo cresciuti troppo in fretta, dimenticandoci cosa significa essere dei bambini con sogni, speranze e voglia di libertà.

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