Noi nonni del futuro che eredità lasceremo ai nostri nipoti?

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I nonni che hanno vissuto la guerra e la fame. I nonni che facevano i giochi con lo spago e i noccioli di pesca. I nonni che non avevano la tv. I nonni che dormivano con i fratelli e le sorelle in uno stesso letto perché i riscaldamenti non c’erano e così si stava più caldi. I nonni che vivevano in campagna e coltivavano la terra. I nonni che corteggiavano. I nonni che da bambini rispettavano i grandi. I nonni che hanno visto con i loro occhi le atrocità dell’Olocausto. I nonni che le foto belle erano quelle in bianco e nero, sbiadite, con dietro un nome o una data. I nonni che l’acqua se la volevi dovevi andarla a prendere ogni giorno alle fontane. I nonni che scrivevano lettere. I nonni che avevano mille ragioni per essere tristi ma cercavano di essere felici. I nonni che facevano sacrifici. I nonni che avevano poco ma quel poco era tutto.

Loro, i nostri nonni, ci hanno lasciato una grande, grandissima eredità. Abbiamo ascoltato in silenzio, a labbra serrate e con gli occhi lucidi, tutti quei loro dettagliatissimi racconti. Racconti che sono rimasti impressi nella testa e nel cuore.

Ma noi giovani di oggi che eredità lasceremo ai nostri futuri nipoti? Forse racconteremo loro che abbiamo fatto parte della generazione del selfie dove ogni istante era l’istante perfetto per scattarsi una foto, modificarla, condividerla. Diremo che camminavamo per strada con la testa bassa e con lo sguardo fisso su uno schermo, diremo che gli auguri in occasione di un compleanno si facevano su Facebook o su WhatsApp perché credevamo fosse più semplice un messaggio che una chiamata, diremo che non aspettavamo di vedere una persona per esprimere gioia o tristezza perché per la gioia e la tristezza c’erano le emoji. Ricorderemo delle App che sapevano dirci quando era il momento migliore per concepire, il numero di calorie per ogni alimento, la qualità del sonno.

Forse i nostri nipoti cresceranno in una generazione peggiore di questa. Forse un domani la tecnologia prenderà del tutto il sopravvento. Forse i nostri nipoti e i nipoti dei nipoti saranno talmente tutt’uno con la tecnologia che avranno dimenticato cosa significa vivere di emozioni vere.

Noi però abbiamo il dovere di invertire l’ordine delle cose. Iniziamo a lasciare da parte gli smartphone, a godere di ogni istante, facciamo in modo che la pellicola della nostra vita sia fatta di amore, attese, speranza, sogni, sacrifici, dolore, coraggio, sorrisi, lacrime, baci, carezze e abbracci. Riempiamo la nostra esistenza di piccole storie, belle o brutte, storie che un giorno potremo raccontare ai nostri nipoti. Storie fatte di sentimenti, di umanità.

Un bambino impara da quello che vede. Educhiamo i figli e i nipoti a essere diversi, a guardarsi intorno, ad assaporare la vita reale perché il social è soltanto un mondo di illusoria perfezione.

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