Vicky

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Vicky ha tre anni. Sua madre le dice che non può più giocare con i pennarelli perché si è sporcata tutta. Così le infila tra le mani una bambola di stoffa e la invita a giocare con quella.

Vicky ha sette anni. Il suo compagno di classe Lorenzo le dice che i suoi disegni sono brutti. Non può disegnare, non è capace, le ripete di continuo.

Vicky ha dieci anni. A scuola di danza le altre le ridono dietro. Dicono che non potrà mai diventare una vera ballerina. Troppo grassa.

Vicky ha quattordici anni. Ha dato un bacio a Giuliano, crede di essere fidanzata ora, ma Giuliano le ha detto che in realtà non c’è niente tra loro perché una come lei non potrà mai avere un fidanzato.

Vicky ha ventidue anni. Al primo esame universitario l’emozione le ha fatto fare scena muta. La professoressa le dice che non sa studiare e che se va avanti così non potrà continuare a frequentare la facoltà.

Vicky ha ventisei anni. All’ennesimo colloquio di lavoro le dicono che se non è capace a fare questo e quello, se non ha già avuto esperienza, allora non potrà essere assunta.

Vicky ha trent’anni. Ma chi è Vicky oggi? Non lo sa, Vicky non lo sa. Si sente come una scatola vuota, non c’è niente dentro di lei. Vicky non sa fare, Vicky non può fare. Questo le hanno sempre fatto credere. Tu non puoi. Tu non sei capace. Vicky si chiude nella sua stanza, piange in silenzio. Vicky è stufa di sentirsi dire che non può fare niente. Ha deciso, domani salirà sul davanzale della finestra e si butterà giù, aprirà le braccia nel suo primo e ultimo volo. Nessuno le ha mai detto che avrebbe potuto fare. Disegnare, ballare, studiare, lavorare, innamorarsi. Nessuno le ha mai detto che poteva vivere, “sì, puoi vivere Vicky”, che se una strada si chiude, un’altra se ne apre, che gli altri non possono frenare i tuoi sogni, che bisogna credere in se stessi ogni giorno, ogni ora, ogni istante.

Anche tu forse l’hai conosciuta una Vicky ma magari non lo sai perché Vicky si nasconde, finge di stare bene, si confonde tra la gente. Ricorda di non dire mai alle persone che non possono fare qualcosa, che non sono capaci. Aiutale a trovare la loro strada. Perché non puoi sapere se davanti a te c’è un qualcuno che se ne frega delle tue parole o se c’è Vicky che aspetta da una vita di sentirsi dire “tu puoi”.

Sabrina Ferri

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